Interpretazione dei sogni nell’Islam
L’interpretazione dei sogni secondo la Sharia’ah
Sognare è un’attività dell’anima che può avvenire la notte, durante il sonno, o di giorno, durante la veglia.
L’interpretazione del sogno è stata sempre al centro delle visioni dell’uomo, dall’antichità ai tempi moderni; il ricercarne il significato ha impegnato uomini di fede, filosofi, sciamani, medici e maghi sin dalla nascita dell’uomo stesso.
Ma nel tempo la visione è cambiata, passando da divinatoria a estremamente intima e personale, da visione del futuro a chiarimento sul passato. Oggi, noi diciamo “ho fatto un sogno”, mentre nel passato si diceva “ho visto un sogno”; questa differenza nel collocare un azione, ne dà il senso della diversità nel tempo.
L’etimologia della parola proviene dal latino “somnium”, che a sua volta deriva dal greco e dal sanscrito, ed è assimilabile al significato di sonno; per gli antichi, infatti, non vi era differenza tra sogno e sonno.
Fa parte del sogno anche l’incubo: il sogno cattivo. Per gli antichi questi erano instillati nell’animo da demoni o da dèi cattivi che saltando sul petto penetravano nell’anima. Il termine incubo proviene dal latino incubare che significa “mettersi a giocare sul petto”.
Come accennato l’uomo ha sempre cercato di studiare i suoi sogni, ed uno dei primi testi in riguardo risale a quattromila anni fa nell’antico Egitto chiamato proprio “Il libro dei sogni”.
Tra le piramidi, il sogno era considerato un mezzo privilegiato tra uomini e divinità dove i secondi rivelavano il futuro ai primi. Ma non solo, con il sogno l’uomo, con l’aiuto del dio, poteva guarire dalle sue malattie sia psichiche che corporali.
Per questo vi erano dèi e templi dedicati, con sacerdoti che interpretavano i sogni e spesso questi erano tenuti molto in considerazione da tutto il popolo e in particolare dai faraoni.
Si hanno reperti nella Mesopotamia di testi sul sogno, scolpiti dagli assiri sui loro fogli d’argilla e a Babilonia, né è stata rinvenuta una, conosciuta come la “Tavoletta di Susa”, che è un prontuario di interpretazione dei sogni.
Anche qui, nei precursori della civiltà, i sogni vengono visti come una congiunzione con gli dèi, infatti sia prima che dopo il testo trovato sulle tavolette di argilla, vi sono invocazioni rivolte alle divinità Shamash “re del cielo e della terra” e Ziqiqu “dio dei sogni”.
Nella Grecia arcaica, i sogni sono interpretati come messaggi degli dèi e sostanzialmente prevedevano il futuro; vi sono esempi nell’Iliade, con Achille che chiede ai re achei sulla spiaggia di interpretare i sogni tramite sacerdoti sull’ira di Apollo, o nell’Odissea dove Penelope racconta al falso mendicante, che era Ulisse, del suo sogno nel quale ella vide un’aquila che dopo aver ucciso le oche del suo giardino gli prediceva il ritorno dell’amato. Le oche erano i proci e l’aquila sarebbe stato Ulisse che tendeva l’arco.
In epoca classica invece, i sogni hanno subìto una variazione: da contatto con gli dèi a semplice pensiero notturno.
I filosofi classici come Platone, vedevano il sogno come mero pensiero dell’uomo, infatti, l’interpretazione perse il senso divinatorio per quello del semplice pensiero dell’uomo durante il sonno. Aveva un unico scopo, quello di aiutare il suo sognatore a comprendere sé stesso.
Anche i romani non consideravano i sogni come messaggi degli dèi, anzi spesso chi li interpretava veniva allontanato dalla società e tacciato di essere un mago truffaldino. Cicerone condannava aspramente questa pratica, facendola cadere nella magia, nella superstizione e nella credenza popolare.
Dopo l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero romano, fino al Medioevo fu decretato che tutti coloro che esercitavano la professione di interpretatore dei sogni, fabbricatori di amuleti e simili venissero messi a morte.
Nell’antico testamento invece, i sogni hanno una grande importanza, essi erano vere e proprie visioni profetiche. Vi erano profeti e patriarchi che avevano il dono di poter decifrare i sogni, che erano considerati rivelazioni divine.
Ricordiamo Giuseppe, Yusuf, che interpretò i sogni per il faraone e il messaggero Davide che interpretava i sogni del re Nabucodonosor.
Nei popoli autoctoni dell’America del nord, i sogni occupavano una posizione di rilievo nella loro vita spirituale, che si trasportava in quella reale, tramite gli oracoli, che erano in grado di annunciare eventi futuri e influenzare profondamente le decisioni della tribù.
I nativi americani credevano che i sogni fossero un tramite che trasmettevano insegnamenti e avvertimenti per il futuro, tra gli uomini e gli spiriti protettori e gli antenati, considerati semi dèi.
Era lo stesso tipo di approccio usato anche dalle altre popolazioni del continente che si estendevano sino alle terre del fuoco.
Nel Medioevo, in Europa, il sogno torna ad essere considerato come profezia, non più intesa però come proveniente dagli dèi, ma in senso più empirico legato alla cultura popolare.
Il significato attribuito al sogno dipende dall’esperienza acquisita dal sognatore, dalla sua professione, dal suo status, da una sua caratteristica fisica e mentale.
Nell’umanesimo e nel rinascimento, il sogno inizia a non essere più considerato come un mezzo atto a trasmettere presagi o messaggi divini ma, diventa un espediente che trasmette eventi e messaggi fantastici, che spesso trovano la luce nelle opere letterarie o nelle legende popolari.
Interpretazione che, col tempo si è evoluta a non più come messaggio divino o messaggio fantasioso, ma come messaggio rilasciato dall’inconscio umano sulla sua vita precedente atto a curare il presente.
Ma Freud, colui che fece dell’interpretazione un suo perenne obbiettivo, vede il sogno come una regressione verso le più antiche pulsioni del sognatore: la sua interpretazione, infatti, costituisce “la via règia per l’inconscio”, ossia i sogni sarebbero realizzazioni di desideri rappresentati attraverso la via regressiva; mentre oggi, l’interpretazione, viene vista come un comprendere l’elaborazione sensoriale di simboli, frammenti di storie e idee che provengono non dall’inconscio, ma dal mondo esterno del sognatore che rivive nelle sue fasi di intenso sonno.
Come visto, l’interpretazione ha ricevuto molti cambiamenti, e spesso sono ritornati i precedenti rivisti e rivisitati secondo l’era corrente. Ciò non toglie, che un domani, si possa di nuovo pensare che il sogno fatto nella fase di maggior intensità, quella REM, possa essere un messaggio mandato da qualcuno di superiore in un altro mondo, in un altro emisfero, sia spirituale che psichico o materiale.
La prima parte del testo narra di come l’uomo paragonava il sogno alla sua religiosità, cosa che nel tempo, con l’avvenire della filosofia è andata man mano trasformandosi nel mondo materiale, anche se, tutt’ora vi sono influenze che prendono da ogni parte della nostra storia.
Le tre religione monoteiste si rifanno a quello che i libri sacri hanno detto sull’interpretazione dei sogni e di conseguenza sui sogni. In particolare, accenno a quello che la legge che ci conduce sul vero sentiero ci espone.
La veridicità dell’interpretazione dei sogni nell’Islam è confermata sia da alcuni versi del Corano e sia dalla Sunnah del Profeta, che disse: “I veri sogni sono una delle quarantasei parti della Profezia”.
Nel nostro Libro, vi sono dei chiari riferimenti ai sogni e alla loro interpretazione: viene menzionato il profeta Yusuf, Giuseppe, che Iddio lo abbia in gloria, in riguardo al sogno da lui fatto sulle undici stelle, la luna e il sole, nella sura che porta il suo nome, verso 4: < Quando Yusuf disse a suo padre: “Oh padre mio, ho visto certo undici astri, il sole e la luna; li ho visti prosternarsi davanti a me” >. Il Corano continua raccontando di non farne parola con i fratelli per evitare invidia. Argomento che troveremo dopo nei detti del Profeta.
Ancora su Yusuf, vi sono gli stessi versi che si possono trovare nei libri precedenti, dove si racconta del sogno del faraone e delle vacche grasse e magre che poi Yusuf ne dà spiegazione, appunto li interpreta. Nel Corano sono nella stessa sura dal verso 43 al verso 49.
Ma anche per il profeta Ibrahim, Abramo, padre di tutti noi, dove in sura “Gli Schierantisi” (ashSaffat), verso 102 egli vede nel sogno il sacrificio del figlio Ismaele: < E quando questi poté correre con lui, Ibrahim gli disse: “Figlio mio, invero io ho veduto in sogno che ti immolerò; ora vedi tu che cosa ne pensi”. Rispose: “Padre mio, fa’ ciò che ti è stato comandato; se Iddio vuole mi troverai paziente” >.
Chiari riferimenti ai sogni e alla loro interpretazione. Ancora più specifici, come lo sono gli ahadith, vi è una larga spiegazione sui sogni da parte del Sigillo della profezia, raccontati da Abu Hurairah, raccolti insieme alle sue opinioni in un libro dove se ne dà un’ampia spiegazione: “Tafsir al-Ru’yaa” di Muhammad ibn Sirin. Testo raccolto e compilato dal fratello, in quanto lo studioso non amava scrivere le sue lezioni e i suoi studi.
Nel libro di ibn Sirin si menzionano i profeti, i compagni e i sogni.
Quest’ultimi si suddividono in tre parti: i sogni buoni (Ru’yaa), i brutti sogni (Hulum), i sogni autoindotti, i propri.
I sogni belli, buoni o veri provengono da Iddio e spesso sono utilizzati come mezzo di guida o lieta novella per i credenti.
A confermare questo vi sono degli ahadith in riguardo riportati da Abu Hurairah e presenti nei Sahih di Muslim e AlBukhari, ogni detto ha una spiegazione che aiuta l’interprete: il profeta Muhammad, le benedizioni di Iddio siano per lui, disse: “I veri sogni vengono da Iddio, e i cattivi i sogni vengono da Shaytan”, questo indica di fare attenzione a ciò che si sogna, perché essi sono un chiaro avvertimento a quello che si vede nei sogni.
Ma negli ahadith si avvisa anche il credente di raccontare i sogni solo belli, non quelli brutti, perché potrebbero avverarsi e, in ogni caso di fare attenzione a chi si racconta il proprio sogno: “Se qualcuno di voi sogna qualcosa di bello e il sogno gli piace, esso proviene da Iddio. Dovrebbe ringraziare Iddio e raccontarlo agli altri”, però avvisa: “Se uno vede un bel sogno, aspettatevi il bene, ma ditelo solo a coloro a cui piacete”, intende il Profeta, alle persona a voi care che vi stimano e vi amano, non a estranei invidiosi nei vostri confronti.
Ma vi è anche un altro avviso: “Coloro tra voi con i sogni più belli e veri sono quelli più veritieri nelle loro parole”, questo è un avviso di sicurezza per i credenti, conferma della loro devozione. Può essere inteso anche come uno stimolo per coloro che non vedono bei sogni, a migliorare la loro devozione.
Rimanendo nell’ambito religioso, il Profeta, Iddio lo benedica, dice: “Nulla è rimasto della profezia eccetto la buona novella”, gli chiesero cosa fosse la buona novella, lui rispose “i buoni sogni”.
I sogni brutti hanno lo scopo di spaventare e/o turbare l’individuo e provengono da Shytan, Satana.
La prima cosa che il credente dovrebbe fare al risveglio, sempre se lo ricorda, dopo aver visto un sogno sgradevole o inquietante, è di sputare tre volte sul fianco sinistro e cercare la protezione di Iddio contro Satana il maledetto, con il du’à: “a’udhu billahi min ashShaytani rajim”.
A conferma di questo vi è un hadith: “Quando uno di voi fa un sogno che non gli piace, al risveglio dovrebbe sputare sul suo fianco sinistro tre volte, e cercare rifugio con Iddio da Satana per tre volte e cambiare posizione su come dormiva”, nel Sahih di Muslim. Un altro hadith dice lo stesso, in più dà la conferma che il sogno non sarà più tra quelli brutti e se fosse un incubo bisognerebbe fare il wudu e due raka’.
Come nel Corano, dove il padre di Yusuf dice di star zitto sul suo sogno, il Profeta, Iddio lo protegga, dice di non raccontare mai i brutti sogni, in questo modo essi non si ritorceranno contro e nessuno potrà approfittarne.
I sogni autoindotti derivano dai propri pensieri, dalle proprie emozioni e dalle esperienze di vita quotidiana di ogni persona e sono propri e non provengono né da Iddio e né da Satana.
Di solito raffigurano eventi del passato o dell’immediato presente, desideri, preoccupazioni su qualcosa che ti affligge, eventi e immagini che possono essere facilmente riconducibili alla vita dell’individuo che li ha sognati.
Per questo non sono di grande importanza per i termini dell’interpretazione musulmana.
Come distinguere i tre tipi di sogni? Dalle proprie emozioni, da ciò che si ricorda, e consultando persone esperte, studiosi dell’Islam specializzati su questi argomenti, che devono basare la loro interpretazione sulle linee guida del Corano e la Sunnah e non contraddire la Shari’ah; devono avere una grande conoscenza oltre dei testi sacri anche dell’animo umano ed essere affidabili. L’interpretazione oltre ad offrire una guida, deve avere un pensiero razionale, non illusorio o immaginario, proprio come l’Islam chiede.
Tra l’altro raccontare un falso sogno è considerato grave per l’Islam, il Profeta, Iddio lo benedica, disse: “In verità la peggiore delle menzogne è quella di una persona che afferma falsamente di aver visto un sogno”, ma anche: “Ci sono tre persone che Iddio punirà severamente nel Giorno della Resurrezione: chi racconta un falso sogno; egli sarà costretto a fare un nodo tra due chicchi d’orzo, cosa che non potrà mai fare…”. L’hadith continua, ma quello che a noi interessava era questa parte, dove l’espiazione del falso sogno è quella di fare in nodo tra due chicchi d’orzo, cosa, che appunto è impossibile fare.
Riferimenti:
“Qur’an Karim”
Mufti Muhammad Umar
“Il Corano” – trad. Gabriele Mandel
“Sahih Bulhari”
“Sahih Muslim”
“Ibn Sirin’s Dictionary of Dreams” – Trad H.Elia